EYES ON EARTH è la rubrica mensile di eambiente che raccoglie una selezione delle principali notizie, studi e politiche ambientali a livello nazionale
Un aggiornamento mensile per chi lavora nella sostenibilità, segue la transizione ecologica e si occupa di innovazione ambientale, energia, ingegneria ambientale, permitting e remediation.
Le notizie di marzo 2026 mostrano una direzione chiara: l’Europa e l’Italia stanno rafforzando gli strumenti normativi per guidare la transizione ecologica, spostando sempre più la responsabilità su imprese, filiere e processi produttivi.
Dagli appalti pubblici low-carbon alla responsabilità estesa sui prodotti in plastica, fino agli aggiornamenti su AIA, finanza sostenibile e obiettivi climatici, emerge un sistema sempre più integrato tra regolazione, mercato e gestione operativa.
1️⃣ Industrial Accelerator Act: la proposta UE per introdurre prodotti low-carbon negli appalti pubblici
La Commissione europea ha presentato a inizio marzo 2026 la proposta di regolamento Industrial Accelerator Act (COM(2026)100), iniziativa che punta a introdurre quote di prodotti industriali low-carbon negli appalti pubblici e ad accelerare la decarbonizzazione dell’industria europea.
La proposta si inserisce nel quadro strategico del Clean Industrial Deal, la politica industriale europea lanciata nel 2025 per sostenere la transizione climatica dei settori produttivi ad alta intensità energetica.
Tra le misure principali è prevista l’introduzione, per gli appalti pubblici avviati dal 1° gennaio 2029, di quote minime di materiali low-carbon nelle forniture:
- acciaio: almeno 25% del volume utilizzato
- alluminio: almeno 25% low-carbon e di origine UE
- calcestruzzo e malte: almeno 5% low-carbon e di origine UE
La proposta introduce inoltre requisiti di produzione europea per i veicoli elettrici acquistati tramite appalti pubblici, con assemblaggio nell’UE e almeno 70% dei componenti (esclusa la batteria) di origine europea.
Accanto ai criteri di procurement, il regolamento propone anche misure di semplificazione autorizzativa per i progetti industriali strategici, tra cui una domanda unica per i permessi e l’istituzione di Industrial Manufacturing Acceleration Areas negli Stati membri.
Secondo la valutazione d’impatto della Commissione, le misure potrebbero contribuire a circa 148.000 posti di lavoro entro il 2030 e a una riduzione stimata di 30,6 MtCO₂eq nello stesso anno.
Se approvato, l’Industrial Accelerator Act rafforzerebbe il ruolo degli appalti pubblici come strumento di politica industriale e climatica, rendendo sempre più centrale per le imprese la dimostrazione verificabile delle emissioni dei prodotti lungo la filiera.
2️⃣ Plastica, EPR in arrivo: consultazione MASE sui nuovi obblighi per le imprese
Il Ministero dell’Ambiente ha avviato a marzo 2026 la consultazione pubblica sullo schema di regolamento che introduce la responsabilità estesa del produttore (EPR) per i prodotti in plastica non destinati a imballaggio. La consultazione resterà aperta fino al 17 aprile 2026.
Il provvedimento, attualmente non ancora definitivo, estende il perimetro dell’EPR a categorie finora escluse, in attuazione del Dlgs 152/2006, coinvolgendo una vasta gamma di prodotti tra cui:
- materiali per edilizia (lastre, tubi)
- reti da pesca
- beni durevoli (mobili, giocattoli)
- prodotti in plastica e gomma
Lo schema introduce obblighi sia organizzativi che finanziari per i produttori, che potranno adempiere individualmente o tramite sistemi collettivi e consorzi.
Tra i principali requisiti previsti:
- integrazione di criteri di ecodesign orientati a riciclabilità, riuso e riparabilità
- riduzione dell’obsolescenza programmata e delle sostanze pericolose
- utilizzo di materiali riciclati o rigenerati e soluzioni monomateriale
- sviluppo di sistemi per la gestione a fine vita dei prodotti
Sono inoltre fissati target di sistema:
- raccolta differenziata: 70% entro il 2030 e 75% entro il 2035
- riciclaggio: 55% entro il 2030 e 60% entro il 2035
L’introduzione dell’EPR per i prodotti plastici non da imballaggio rappresenta un’estensione significativa delle politiche di economia circolare, finora concentrate su filiere come imballaggi, RAEE e batterie.
Per le imprese, il provvedimento anticipa un rafforzamento degli obblighi lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, con impatti su progettazione, supply chain, sistemi di raccolta e gestione dei rifiuti. La fase di consultazione sarà determinante per definire l’assetto operativo e i livelli di responsabilità a carico dei produttori.
3️⃣Obiettivo clima 2040 UE: emissioni -90% e rinvio ETS2 al 2028
L’Unione europea ha adottato la modifica della Legge europea sul clima, introducendo un obiettivo intermedio vincolante di riduzione netta delle emissioni di gas serra del 90% entro il 2040, rispetto ai livelli del 1990. Il voto finale del Consiglio UE è arrivato il 5 marzo 2026, dopo l’approvazione del Parlamento europeo del 10 febbraio 2026.
Il nuovo target rafforza la traiettoria già fissata dalla politica climatica europea, che prevede –55% di emissioni entro il 2030 e neutralità climatica entro il 2050, aggiornando il quadro normativo del Regolamento (UE) 2021/1119.
Il testo conferma anche alcuni elementi di flessibilità per il raggiungimento dell’obiettivo. Tra questi, la possibilità di utilizzare, dal 2036, crediti internazionali di alta qualità per coprire fino al 5% del target 2040, fermo restando che almeno l’85% della riduzione dovrà essere conseguito all’interno dell’Unione europea.
L’adozione del target 2040 consolida quindi il quadro climatico europeo post-2030 e anticipa effetti concreti su politiche energetiche, pianificazione industriale, sistemi ETS e strategie di decarbonizzazione dei settori più emissivi.
4️⃣ Green bond UE: cosa cambia con l’aggiornamento delle FAQ 2026
La Commissione europea ha aggiornato il 16 marzo 2026 le FAQ sul regolamento (UE) 2023/2631 relativo agli European Green Bond (EuGB), chiarendo alcuni aspetti operativi rilevanti per imprese e operatori finanziari. L’intervento non modifica la normativa, ma ne precisa l’applicazione, soprattutto in relazione all’utilizzo dei proventi.
La principale novità riguarda la possibilità di impiegare i fondi anche per spese sostenute prima dell’emissione del green bond, purché conformi ai criteri della tassonomia UE.
Tra gli altri chiarimenti:
- conferma dell’utilizzo dei proventi per investimenti in conto capitale
- indicazioni più puntuali sulle schede informative e sulla rendicontazione degli impatti
- precisazioni sull’uso della denominazione “Green bond” e sulla conversione di strumenti esistenti
L’aggiornamento rende più flessibile l’utilizzo dello strumento, ma rafforza al tempo stesso i requisiti di tracciabilità, verifica e coerenza con la tassonomia, soprattutto per le spese rendicontate ex-post.
5️⃣ AIA e ISO 14001: il Consiglio di Stato chiarisce l’effetto sulla durata dell’autorizzazione
Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 778 del 29 gennaio 2026, ha chiarito un aspetto importante in materia di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
In particolare, ha stabilito che la presenza della certificazione UNI EN ISO 14001 al momento del rilascio dell’AIA consente di ottenere una durata più lunga dell’autorizzazione, anche se la certificazione non viene mantenuta per tutto il periodo successivo.
La normativa (art. 29-octies del D.Lgs. 152/2006) prevede infatti che le installazioni certificate possano essere sottoposte a riesame dopo 12 anni, invece dei 10 anni ordinari.
Secondo il Consiglio di Stato:
- conta la presenza della certificazione al momento del rilascio dell’AIA;
- non è necessario mantenerla per tutta la durata dell’autorizzazione;
- l’eventuale perdita della ISO 14001 non modifica automaticamente la scadenza dell’AIA.
La decisione riguarda il caso di un impianto di trattamento rifiuti, ma offre un’indicazione utile più in generale per il sistema IPPC.
Dal punto di vista pratico, questo orientamento permette alle imprese di pianificare con maggiore stabilità i tempi di riesame dell’autorizzazione. Allo stesso tempo, però, resta importante mantenere attivo il sistema di gestione ambientale, che continua a essere fondamentale per la conformità normativa, gli audit e la gestione dei rischi ambientali.
