EYES ON EARTH è la rubrica mensile di eambiente che raccoglie una selezione delle principali notizie, studi e politiche ambientali a livello nazionale
Un aggiornamento mensile per chi lavora nella sostenibilità, segue la transizione ecologica e si occupa di innovazione ambientale, energia, ingegneria ambientale, permitting e remediation.
Le notizie di aprile 2026 evidenziano un rafforzamento del quadro normativo ambientale, con interventi che incidono su tracciabilità dei dati, progettazione dei prodotti, gestione delle risorse e responsabilità delle imprese.
Dalle modifiche al sistema ETS alle nuove regole su imballaggi e qualità delle acque, fino all’aggiornamento degli standard tecnici e dei sistemi di gestione, emerge un contesto sempre più integrato tra compliance, innovazione e strategia.
1️⃣ Aggiornato il Regolamento (UE) 2019/1122: cosa cambia per operatori e compliance europea
Con l’aggiornamento del Regolamento Delegato (UE) 2019/1122, coordinato all’8 aprile 2026, alla luce delle modifiche introdotte dai regolamenti delegati (UE) 2026/81 e 2026/109, pubblicati nell’aprile 2026, l’Unione Europea rafforza il funzionamento del Registro dell’Unione ETS, consolidandone l’evoluzione da infrastruttura tecnica a piattaforma avanzata di controllo, trasparenza e tracciabilità.
La modifica più rilevante riguarda la disponibilità e la strutturazione dei dati. Per i conti di adempimento, il Registro rende pubbliche informazioni quali stato di conformità, dati sulle emissioni e dettagli delle operazioni registrate, secondo quanto previsto dal quadro normativo vigente.
Parallelamente, nell’area riservata ai titolari dei conti, sono disponibili informazioni più granulari, tra cui lo stato delle operazioni proposte e i codici di risposta dei controlli automatici.
Questo rafforzamento della trasparenza aumenta la visibilità delle performance emissive e delle attività nel registro, con implicazioni anche in ambito ESG e reporting.
Sebbene il regolamento dedichi sezioni specifiche al trasporto aereo, la portata è universale per il sistema ETS (Emission Trading System, il mercato europeo per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra). L’aggiornamento armonizza il funzionamento del Registro con:
- Quote EUA ed AEA: la gestione delle quote di emissione (EUA per l’industria e AEA per il regolamento sulla condivisione dello sforzo, riferite agli Stati membri) viene ulteriormente allineata ai meccanismi europei di monitoraggio e contabilizzazione delle emissioni;
- Integrazione con i meccanismi climatici UE: si rafforza il coordinamento con i regolamenti relativi a Effort Sharing e LULUCF, garantendo una contabilizzazione più coerente e trasparente delle operazioni tra Stati membri.
Dal punto di vista operativo, chi gestisce la conformità ambientale deve integrare tre nuovi pilastri procedurali coerenti con il funzionamento del Registro:
- Maggiore attenzione alla tracciabilità delle operazioni: i codici inviati dal Registro dopo i controlli diventano prova documentale essenziale. Le informazioni registrate e i controlli effettuati dal sistema assumono un ruolo sempre più rilevante ai fini della verifica della compliance.
- Allineamento temporale e procedurale dei dati: la registrazione delle operazioni nel sistema richiede coerenza e precisione nella gestione delle tempistiche e dei flussi informativi.
- Responsabilità ESG: la pubblicazione dei dati calcolati a norma del Regolamento 2018/2066 impone una qualità del dato alla fonte sempre più elevata, in quanto le informazioni risultano verificabili e confrontabili all’interno del sistema europeo.
Questo aggiornamento rafforza la rilevanza del rischio anche sul piano reputazionale, oltre che amministrativo. Per le società di ingegneria e consulenza ambientale, la sfida sarà garantire che i dati dei clienti siano “a prova di pubblico”, monitorando i flussi del Registro con la stessa precisione con cui si monitora un processo industriale.
2️⃣Regolamento Imballaggi (PPWR): linee guida UE sui nuovi obblighi in vigore da agosto
La Commissione europea ha pubblicato il 30 marzo 2026 una bozza di comunicazione con le prime linee guida operative sul Regolamento (UE) 2025/40 relativo agli imballaggi e ai rifiuti di imballaggio (PPWR), che entrerà in applicazione dal 12 agosto 2026.
Il documento, in attesa di adozione formale, fornisce chiarimenti su alcuni aspetti chiave della nuova normativa, che introduce requisiti più stringenti su progettazione, materiali e gestione a fine vita degli imballaggi.
Tra i punti più rilevanti:
- Individuazione del produttore (EPR)
chiariti i criteri per identificare il soggetto responsabile in funzione del tipo di imballaggio, del Paese di produzione e della destinazione commerciale, con impatti diretti sulle filiere transfrontaliere - Perimetro degli imballaggi interessati
il divieto previsto dal 2030 per alcune tipologie di plastica monouso si estenderà anche agli imballaggi compositi con almeno il 5% di plastica - Sostanze chimiche e sicurezza
richiamate le disposizioni sugli imballaggi contenenti PFAS destinati al contatto con alimenti, tema critico per il settore food e packaging
La comunicazione è accompagnata da una raccolta di FAQ ufficiali, pensata per supportare gli operatori nell’interpretazione delle nuove regole.
Per le imprese, le linee guida rappresentano un passaggio operativo verso l’entrata in vigore del PPWR. I chiarimenti incidono su aspetti centrali come:
- attribuzione delle responsabilità lungo la filiera
- progettazione e scelta dei materiali
- organizzazione della supply chain e gestione del fine vita
3️⃣ Nature-based Solutions: pubblicata la norma UNI EN 18140 per infrastrutture sostenibili
UNI ha pubblicato il 2 aprile 2026 la norma tecnica UNI EN 18140:2026, dedicata alle Nature-based Solutions (NbS), con l’obiettivo di supportarne l’applicazione in ambito urbano, territoriale e infrastrutturale.
La norma si inserisce nel quadro delle strategie europee su clima, biodiversità e resilienza, fornendo un riferimento tecnico condiviso per progettisti, amministrazioni, ricercatori e operatori impegnati nella sostenibilità.
Il documento introduce per la prima volta un sistema strutturato di definizioni e classificazioni, necessario per rendere le NbS comparabili, replicabili e integrabili nei processi decisionali.
Tra gli elementi chiave:
- Terminologia condivisa
definizioni uniformi per descrivere strategie, interventi e soluzioni basate sui processi naturali - Classificazione delle NbS
schema di riferimento per distinguere tipologie di intervento e ambiti applicativi - Allineamento tra ricerca e applicazione
strumento per garantire coerenza tra attività scientifica, progettazione e implementazione operativa
L’ambito di applicazione è trasversale e comprende, tra gli altri:
- gestione sostenibile delle risorse naturali
- adattamento ai cambiamenti climatici
- resilienza urbana
- tutela e ripristino della biodiversità
La norma rappresenta inoltre una base tecnica per futuri sviluppi normativi, contribuendo a tradurre i principi delle politiche ambientali in criteri operativi utilizzabili nei progetti.
Per le imprese e i soggetti pubblici, l’introduzione di un linguaggio comune e di una classificazione standardizzata facilita l’integrazione delle NbS nei processi di pianificazione, progettazione e valutazione, con impatti su bandi, finanziamenti e criteri ESG.
Approfondimenti:
https://store.uni.com/uni-en-18140-2026
4️⃣ ISO 14001 si rinnova: pubblicata la nuova edizione 2026
È stata pubblicata il 15 aprile 2026 la nuova versione della norma UNI EN ISO 14001:2026, lo standard internazionale di riferimento per i sistemi di gestione ambientale, adottato da oltre 600.000 organizzazioni nel mondo.
L’aggiornamento introduce un’evoluzione significativa rispetto all’edizione 2015, rafforzando il ruolo della gestione ambientale come leva strategica per affrontare transizione climatica, pressioni normative e richieste di mercato.
La revisione mantiene la struttura di alto livello (HLS), ma aggiorna contenuti e priorità per allinearli alle nuove sfide ambientali e agli sviluppi delle politiche europee.
Tra le principali novità:
- Maggiore integrazione del cambiamento climatico
il clima entra in modo esplicito nell’analisi del contesto e nella valutazione dei rischi e delle opportunità - Approccio rafforzato al ciclo di vita
maggiore attenzione agli impatti ambientali lungo tutta la filiera, dalla progettazione al fine vita - Centralità della strategia e del contesto organizzativo
rafforzato il legame tra sistema di gestione, governance e decisioni strategiche - Allineamento con sostenibilità e criteri ESG
maggiore coerenza con reporting non finanziario, tassonomia UE e aspettative degli stakeholder
L’aggiornamento non introduce nuovi requisiti radicali, ma aumenta il livello di integrazione tra sistema di gestione ambientale e modello di business, spingendo le organizzazioni verso un approccio più proattivo e orientato alla performance.
Per le imprese certificate, si apre ora una fase di transizione verso la nuova versione, con impatti su:
- analisi del contesto e dei rischi
- revisione degli aspetti ambientali
- integrazione nei processi decisionali
- allineamento con strategie di sostenibilità
La nuova ISO 14001:2026 conferma quindi il passaggio da strumento di compliance a leva di gestione integrata della sostenibilità, sempre più centrale per competitività, accesso ai mercati e gestione del rischio.
5️⃣ Tutela delle acque: da maggio 2026 entrano in vigore le nuove regole UE
Dal 10 maggio 2026 entra in vigore la nuova direttiva europea 2026/805/UE, che aggiorna il quadro normativo sulla tutela delle acque superficiali e sotterranee, introducendo nuovi standard di qualità ambientale (SQA) e ampliando l’elenco degli inquinanti da monitorare.
L’intervento modifica e integra tre pilastri della normativa europea:
- direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE
- direttiva acque sotterranee 2006/118/CE
- direttiva sugli standard di qualità ambientale 2008/105/CE
Tra le principali novità:
- aggiornamento delle sostanze prioritarie
ampliato l’elenco degli inquinanti da monitorare, con l’inclusione di pesticidi, prodotti farmaceutici, bisfenoli e PFAS - nuove sostanze sotto osservazione
introdotte microplastiche e indicatori di resistenza antimicrobica, per intercettare contaminanti emergenti - valutazione del rischio cumulativo
previste metodologie per considerare gli effetti combinati di più sostanze nell’ambiente acquatico - standard di qualità più stringenti
aggiornati in linea con le evidenze scientifiche più recenti
La direttiva definisce anche un calendario di attuazione:
- recepimento nazionale entro il 21 dicembre 2027
- adeguamento agli standard per le acque superficiali entro il 2033
- pieno rispetto dei nuovi limiti entro il 2039
Per l’Italia, l’adeguamento comporterà modifiche alla Parte III del D.Lgs. 152/2006, con impatti su monitoraggi ambientali, autorizzazioni e gestione degli scarichi.
Per le imprese, in particolare nei settori industriali, chimici e del trattamento acque, le nuove disposizioni implicano:
- rafforzamento dei controlli sulle sostanze utilizzate e scaricate
- revisione dei sistemi di trattamento e monitoraggio
- maggiore attenzione agli inquinanti emergenti e persistenti
La revisione segna un ulteriore passo verso un approccio più integrato e preventivo nella gestione della qualità delle acque, con un ampliamento significativo del perimetro delle sostanze regolamentate.
🔎 Altre notizie rilevanti del mese
6️⃣ Turismo ed ESG: incentivi per imprese sostenibili
Il Ministero del Turismo, con decreto 16 marzo 2026, ha definito i criteri per l’accesso a 110 milioni di euro di incentivi destinati alle imprese del settore che investono nel rispetto dei criteri ESG e nel turismo sostenibile. Le agevolazioni coprono interventi che spaziano dall’efficienza energetica alla riduzione dell’inquinamento, fino allo sviluppo di tecnologie e soluzioni innovative. Il provvedimento individua i soggetti beneficiari e le spese ammissibili, mentre modalità e termini per la presentazione delle domande saranno definiti con un successivo atto.
7️⃣ Tutela penale dell’ambiente: nuove fattispecie di reato in arrivo
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 21 aprile 2026 il decreto legislativo che recepisce la direttiva (UE) 2024/1203, rafforzando il sistema di tutela penale dell’ambiente. Il provvedimento amplia il numero dei reati ambientali, introduce nuove fattispecie legate a sostanze inquinanti e gas serra, e rafforza il sistema sanzionatorio, con impatti anche sulla responsabilità degli enti ai sensi del Dlgs 231/2001. Prevista inoltre l’istituzione di un sistema nazionale di coordinamento e lo sviluppo di una strategia nazionale contro i crimini ambientali entro il 2027.
Il quadro che emerge è quello di una transizione sempre più operativa: aumentano gli obblighi, ma anche gli strumenti per gestirli in modo strutturato.
Per le imprese, diventa centrale integrare compliance, gestione dei dati e scelte progettuali, anticipando l’evoluzione normativa e rafforzando la capacità di adattamento lungo tutta la filiera.
