EYES ON EARTH è la rubrica mensile di eambiente che raccoglie una selezione delle principali notizie, studi e politiche ambientali a livello nazionale
Agosto porta diverse novità che interessano direttamente il mondo delle imprese: dalla riforma degli incentivi statali alla revisione della responsabilità amministrativa 231, fino ai nuovi strumenti per sostenere la transizione energetica, le microimprese e gli interventi di bonifica.
Ecco le principali novità da conoscere.
1. Incentivi alle imprese: dal 18 agosto cambia il sistema delle agevolazioni
Dal 18 agosto 2026 entra in vigore il D.Lgs. 138/2026, che prosegue la riforma del sistema degli incentivi statali alle imprese avviata con il Codice degli incentivi.
L’obiettivo è rendere il sistema delle agevolazioni più organico e razionale, riducendo la frammentazione degli strumenti disponibili e concentrando il sostegno pubblico su un numero più definito di misure.
Tra gli elementi più rilevanti per la transizione ambientale e digitale viene rafforzato il ruolo del Fondo per la crescita sostenibile, destinato a diventare uno dei principali strumenti attraverso cui sostenere programmi di investimento delle imprese.
All’interno del Fondo trova infatti spazio una specifica area dedicata agli investimenti produttivi per la transizione verde e digitale, attraverso la quale potranno essere sostenuti progetti finalizzati alla trasformazione ecologica dei processi produttivi e alla tutela ambientale.
Parallelamente vengono eliminate alcune agevolazioni ormai non più rifinanziate, tra cui i precedenti crediti d’imposta relativi all’acquisto di determinati materiali di recupero e prodotti derivanti dal riciclo e dal riuso. Restano comunque disciplinati dalla normativa precedente i procedimenti già avviati.
Le discipline di dettaglio delle nuove sezioni del Fondo dovranno ora essere definite attraverso successivi provvedimenti.
Per le imprese significa quindi un progressivo riordino delle opportunità di finanziamento legate a innovazione, competitività e sostenibilità.
2. Responsabilità 231: avviata una revisione complessiva della disciplina
Il 4 agosto 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato la riforma della disciplina in materia di responsabilità d’impresa, prevista dal D.Lgs. 231/2001.
Si tratta però di un disegno di legge, che dovrà ora affrontare l’iter parlamentare: le nuove disposizioni, quindi, non sono ancora in vigore.
La riforma punta a intervenire su diversi aspetti centrali del sistema 231, che può coinvolgere le imprese anche in presenza di reati ambientali e violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Tra gli ambiti oggetto di revisione figurano i criteri di attribuzione della responsabilità all’ente, la cosiddetta colpa di organizzazione e il ruolo dei Modelli di organizzazione, gestione e controllo adottati dalle aziende.
Particolare attenzione viene riservata anche alla valutazione dell’efficacia dei modelli organizzativi e al rapporto tra sistemi di gestione aziendale e responsabilità dell’ente.
La riforma contiene inoltre una delega al Governo per intervenire sul sistema sanzionatorio e sul catalogo dei reati presupposto.
Per le imprese sarà quindi importante seguire l’evoluzione dell’iter legislativo: se il testo dovesse essere confermato, potrebbe comportare una revisione significativa dell’attuale impostazione dei Modelli 231, soprattutto nei settori ambiente e sicurezza sul lavoro.
3. FER X: nuovi incentivi anche per il gas prodotto dai processi di depurazione
È operativo il nuovo meccanismo FER X, dedicato al sostegno degli impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili con costi di generazione vicini alla competitività di mercato.
Il sistema riguarda impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e anche impianti alimentati con gas residuati dai processi di depurazione.
Il meccanismo mette a disposizione un contingente massimo complessivo di 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile. Di questi, 10 GW sono riservati agli impianti fino a 1 MW, che possono accedere direttamente al sistema di supporto, mentre la restante capacità è destinata agli impianti di maggiore dimensione attraverso procedure competitive gestite dal GSE.
Per gli impianti collegati alla depurazione si tratta di un’opportunità interessante perché consente di valorizzare energeticamente un prodotto derivante dal trattamento delle acque reflue, contribuendo contemporaneamente alla produzione di energia rinnovabile e all’efficienza degli impianti.
Il MASE ha inoltre approvato, con il Decreto direttoriale n. 82 del 7 agosto 2026, le regole operative e la progressione temporale delle procedure per l’accesso al meccanismo.
4. Piano Sociale per il Clima: oltre 9 miliardi per accompagnare la transizione
L’Italia ha predisposto il Piano Sociale per il Clima, lo strumento nazionale previsto dal Regolamento europeo sul Fondo Sociale per il Clima per accompagnare l’introduzione del nuovo sistema ETS2 e attenuarne gli impatti economici e sociali sui soggetti più vulnerabili.
Il Piano dispone di una dotazione complessiva di circa 9,35 miliardi di euro per il periodo 2027-2032 ed è rivolto in particolare a famiglie vulnerabili, microimprese vulnerabili e utenti vulnerabili dei trasporti.
Le misure previste interessano diversi ambiti, tra cui la riqualificazione energetica degli immobili delle microimprese, l’elettrificazione dei consumi, il potenziamento del trasporto pubblico e la mobilità sostenibile.
Il Piano è strettamente collegato all’ETS2, il nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione relativo ai combustibili utilizzati negli edifici, nel trasporto stradale e in ulteriori settori.
Per le microimprese più esposte ai costi della transizione, il Fondo Sociale per il Clima potrà quindi rappresentare uno strumento importante per sostenere interventi di efficientamento energetico e investimenti nelle fonti rinnovabili.
Dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri, il Piano è stato trasmesso alla Commissione europea per il confronto previsto a livello comunitario.
5. PNRR: aggiornati i finanziamenti per la bonifica dei siti orfani
Con il decreto del Ministero dell’Ambiente del 3 luglio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 agosto 2026, è stato nuovamente aggiornato il Piano d’azione per la riqualificazione dei siti orfani finanziato attraverso il PNRR.
I siti orfani sono aree contaminate nelle quali non è possibile individuare il responsabile dell’inquinamento, oppure nelle quali il soggetto responsabile non provvede agli interventi previsti, rendendo necessario l’intervento della pubblica amministrazione.
Il nuovo provvedimento aggiorna la distribuzione delle risorse e alcune delle superfici interessate dagli interventi sulla base delle richieste e delle informazioni trasmesse da diverse Regioni.
Vengono inoltre aggiornate le modalità attraverso cui certificare il conseguimento degli obiettivi PNRR collegati agli interventi di riqualificazione.
La misura rappresenta un ulteriore passo nel percorso di recupero ambientale dei territori contaminati, con ricadute sulla qualità ambientale, sulla sicurezza delle aree e sulle future possibilità di rigenerazione e riutilizzo dei siti.
Un quadro in continua evoluzione
Le novità di agosto mostrano come politiche industriali, gestione ambientale, sistemi organizzativi e transizione energetica siano sempre più interconnessi.
Per le imprese diventa quindi fondamentale non limitarsi al semplice adempimento normativo, ma monitorare per tempo nuovi obblighi, incentivi disponibili e strumenti di gestione, valutandone gli effetti sulle proprie attività e sulle strategie di investimento.
Seguire l’evoluzione normativa significa anche poter individuare in anticipo opportunità di finanziamento, interventi di efficientamento e strumenti per migliorare la gestione dei rischi ambientali e organizzativi.
